L’Arabia Saudita ha cercato un impegno formale degli Stati Uniti in materia di sicurezza, nell’ambito di un più ampio pacchetto diplomatico che potrebbe includere relazioni con Israele. I termini tra Stati Uniti e Arabia Saudita discussi pubblicamente hanno incluso un accordo di difesa, la cooperazione militare e la cooperazione nucleare civile, ma le proposte e le notizie di stampa non equivalgono a un trattato firmato. Il Congressional Research Service (CRS) riassume le possibili intese e le questioni che il Congresso potrebbe dover affrontare nel suo rapporto sui possibili accordi tra Stati Uniti e Arabia Saudita.
Trattato o accordo esecutivo?
Se l’amministrazione presenta un trattato, la Costituzione richiede il parere favorevole e il consenso dei due terzi dei senatori presenti. Questa soglia non si applica automaticamente a ogni intesa di sicurezza: lo strumento giuridico definitivo potrebbe essere invece un accordo esecutivo o una legge. Lo strumento scelto determina l’iter congressuale e la portata di qualsiasi impegno statunitense.
Anche una promessa di difesa va letta nel suo testo effettivo. L’impegno a consultarsi o a reagire secondo le procedure costituzionali non equivale a un obbligo automatico di entrare in guerra. Il CRS ha delineato possibili modelli e osservato che i termini esatti determinerebbero il livello di scrutinio del Congresso. Nessun testo definitivo pubblico di un trattato di difesa tra Stati Uniti e Arabia Saudita stabilisce gli obblighi previsti in un pacchetto di normalizzazione.
Vendite di armi e vantaggio militare di Israele
I principali trasferimenti di armi sono soggetti a procedure separate di revisione e notifica previste dalla legge. La legge statunitense impone al potere esecutivo di valutare se le vendite di armi proposte ai Paesi del Medio Oriente possano compromettere il vantaggio militare qualitativo di Israele, o QME. Il QME è una valutazione giuridica e politica della capacità di Israele di contrastare minacce militari credibili; non è un divieto generale di vendere armi agli Stati arabi. Il Congresso può esaminare le vendite, chiederne la modifica o tentare di bloccarle con una legge.
Per ogni trasferimento contano il tipo di arma, il destinatario, la quantità e le garanzie proposte. Una promessa generica di preservare il QME non stabilisce quali sistemi verrebbero venduti né come se ne valuterebbe l’impatto. Il rapporto del CRS illustra sia i possibili impegni di difesa sia le questioni relative alla vendita di armi collegate alla normalizzazione.
La cooperazione nucleare segue un iter di revisione proprio
Una cooperazione significativa degli Stati Uniti in materia di nucleare civile richiede un accordo ai sensi della Sezione 123 dell’Atomic Energy Act. Il presidente presenta l’accordo e i documenti richiesti al Congresso per un periodo di revisione che generalmente ammonta a 90 giorni di sessione continuativa, soggetto alle regole di conteggio e alle eccezioni previste dalla legge. Il Congresso può approvare una risoluzione congiunta di disapprovazione; in caso contrario, l’accordo può entrare in vigore secondo la legge.
Gli accordi ai sensi della Sezione 123 devono soddisfare criteri di non proliferazione e garantire agli Stati Uniti diritti di consenso su determinati usi e trasferimenti di materiali e tecnologie nucleari di origine statunitense. La legge non impone a ogni partner di rinunciare all’arricchimento sul proprio territorio. L’eventuale inclusione in un accordo saudita di una rinuncia sul modello degli Emirati è una questione negoziale. Consulta la pagina sul nucleare per le relative garanzie.
L’intesa con gli Stati Uniti presenta quindi diversi punti di passaggio al Congresso, non un unico voto valido per tutto. Le disposizioni applicabili sono contenute nella Sezione 123 dell’Atomic Energy Act: il consenso al trattato, se si sceglie la forma del trattato; la revisione delle vendite di armi; la revisione legislativa in materia nucleare; e le eventuali leggi necessarie ad attuare gli impegni. La panoramica del pacchetto spiega come questi elementi statunitensi siano stati collegati al percorso tra Arabia Saudita e Israele.