Questa piattaforma esiste per difendere la verità in un momento in cui Israele è costretto a difendere il proprio popolo. Quando i terroristi e i regimi ostili non riescono a sconfiggere lo Stato ebraico sul campo di battaglia, cercano di delegittimarlo nel tribunale dell’opinione pubblica, trasformando il linguaggio in un’arma e la disinformazione in una strategia. La nostra missione è superare il frastuono con chiarezza, prove concrete e fermezza morale, affinché il diritto di Israele a esistere e a proteggere i propri cittadini non sia trattato come una «narrazione», ma compreso come un principio fondamentale della civiltà democratica.
Cosa significa «Hasbara» per noi
La parola Hasbara viene spesso tradotta come «spiegazione», ma su questa piattaforma ha un significato più specifico: una comunicazione rigorosa, guidata dai valori e fondata sui fatti, sul contesto e sullo stato di diritto. Non è un sostituto della realtà, bensì il rifiuto di lasciare che la realtà sia rimpiazzata dalla propaganda. È l’impegno a spiegare cosa accade, perché accade e come riflettervi con onestà, soprattutto quando le dinamiche dei social media, l’attivismo ideologico e le operazioni d’influenza ostili premiano la distorsione a discapito della verità.
Perché esistiamo
Dal massacro del 7 ottobre 2023, il più letale attacco contro gli ebrei dai tempi della Shoah, Israele affronta non solo una guerra per la propria sicurezza materiale, ma anche una guerra contro la verità stessa. Hamas e altre organizzazioni terroristiche sostenute dall’Iran perpetrano la violenza, mentre i loro sostenitori conducono una parallela campagna di ribaltamento della realtà: descrivono i terroristi come «resistenza», gli ostaggi come merce di scambio e l’autodifesa israeliana come un crimine, spingendo le società democratiche ad adottare una falsa equivalenza morale tra una democrazia e movimenti terroristici con intenti genocidi.
Esistiamo perché questo ribaltamento ha conseguenze concrete. La disinformazione non si limita a confondere: alimenta l’antisemitismo, radicalizza l’opinione pubblica, intimidisce le comunità ebraiche, distorce il dibattito politico e incoraggia ulteriori atrocità, convincendo i terroristi che la brutalità sarà premiata con la simpatia internazionale. Non permetteremo che il mondo venga abituato ad accettare l’assassinio degli ebrei come un mero dibattito politico.
Il nostro principio cardine: chiarezza morale
Ribadiamo una distinzione fondamentale che non deve mai essere offuscata: Israele è uno Stato democratico dotato di istituzioni trasparenti e responsabili, stampa libera, tribunali e il dovere di proteggere i civili. Le organizzazioni terroristiche prendono deliberatamente di mira i civili, glorificano il massacro di massa e nascondono le proprie postazioni militari tra la popolazione civile come precisa tattica. Non esiste alcun paragone onesto tra questi due quadri morali, e respingiamo ogni tentativo di fabbricarne uno artificiale.
Il nostro lavoro è a favore di Israele, filoamericano e filoccidentale perché crediamo che il mondo democratico debba difendersi, intellettualmente e materialmente, dalle forze che cercano di distruggere la libertà, il pluralismo e la dignità umana. Siamo al fianco delle vittime del terrore, degli ostaggi ancora prigionieri e di ogni società che rifiuta di normalizzare la barbarie.
Cosa facciamo
Questa piattaforma fornisce strumenti e contenuti progettati per garantire impatto, credibilità e facilità di condivisione. Pubblichiamo schede esplicative chiare che restituiscono il contesto mancante, risposte rapide alla disinformazione virale e resoconti fattuali che aiutano a comprendere la realtà della sicurezza di Israele e le minacce regionali. Creiamo materiali pronti all’uso — grafiche, video brevi, sintesi citabili e testi facilmente traducibili — che consentono a studenti, professionisti, rappresentanti di comunità e creator di esprimersi con sicurezza, senza improvvisarsi propagandisti. Produciamo inoltre approfondimenti per chi desidera andare oltre gli slogan: la logica della deterrenza, il diritto dei conflitti armati, la strategia degli scudi umani e il ruolo della rete di milizie per procura dell’Iran nell’instabilità della regione.
Come lavoriamo: standard e politica della verità
La credibilità non è una sensazione, è una disciplina. Privilegiamo l’accuratezza rispetto alla viralità e la chiarezza rispetto all’indignazione. Quando un’informazione è confermata, lo diciamo; quando è incerta, lo segnaliamo; e se commettiamo un errore, lo correggiamo in modo trasparente e tempestivo. Distinguiamo i fatti dalle analisi e diamo priorità a fonti primarie, documentazione diretta e affermazioni verificabili. Il nostro obiettivo non è «vincere su internet» per un giorno, ma costruire un archivio duraturo di verità capace di reggere a qualsiasi verifica futura.
I nostri valori e le nostre linee rosse
Crediamo nell’eguale dignità umana e respingiamo sempre il deliberato bersagliamento dei civili, considerandolo immorale e illegittimo. Ci opponiamo all’antisemitismo in ogni sua forma, inclusa la moderna tattica di legittimare istanze antisemite attraverso la delegittimazione di Israele. Rifiutiamo la disumanizzazione e la colpa collettiva, perché le società democratiche non si difendono rinunciando alla propria etica, ma applicandola con un rigore di gran lunga superiore a quello che i loro nemici dimostreranno mai.
Al tempo stesso, rifiutiamo la confusione morale che guarda con sospetto all’autodifesa ebraica mentre giustifica il terrore definendolo «contesto». Il contesto non è un permesso per compiere massacri. Il dolore non è una giustificazione per stupri, omicidi o rapimenti. Gli ostaggi non sono una «merce di scambio». Le parole contano, perché determinano ciò che il mondo è disposto a tollerare.
A chi ci rivolgiamo
Questa piattaforma è concepita per chi ha bisogno di comunicare sotto pressione e in contesti ostili. Si rivolge a studenti che affrontano intimidazioni nei campus universitari, professionisti alle prese con la disinformazione sul posto di lavoro, giornalisti e redattori in cerca di un contesto indispensabile, educatori e leader comunitari impegnati a costruire resilienza contro l’antisemitismo, decisori politici e voci civiche che desiderano esprimersi con responsabilità, e a chiunque rifiuti di assistere alla sostituzione della verità con menzogne di moda. Che si abbiano trenta secondi per una risposta o trenta minuti per un confronto approfondito, il nostro obiettivo è offrire un linguaggio accurato, sicuro e moralmente saldo.
Chi siamo
Siamo un’iniziativa di comunicazione a sostegno di Israele, impegnata a favore dei valori democratici, dello stato di diritto e della difesa dei diritti nazionali del popolo ebraico nella sua patria storica. Siamo ricercatori, scrittori, designer, traduttori e attivisti, alcuni pubblici e altri riservati, per motivi di sicurezza in un’epoca in cui molestie e intimidazioni mirate sono diventate all’ordine del giorno. Il nostro lavoro è guidato da un unico criterio: se un’affermazione non può essere difesa con fatti e rigore morale, non trova posto qui.
Se sei un giornalista, un educatore o un’organizzazione e desideri verificare materiali, richiedere fonti o proporre una collaborazione, ti invitiamo a contattarci direttamente.
Cosa non siamo
Non siamo una fabbrica di «spin» né siamo interessati a slogan preconfezionati che crollano alla minima verifica. Non siamo qui per alimentare l’odio e non promuoviamo la violenza. Non siamo neutrali tra democrazia e terrorismo, e non fingeremo mai che la neutralità sia una virtù quando i civili vengono deliberatamente presi di mira e gli ebrei vengono scelti per essere annientati.
Domande frequenti
Contatti
Per richieste dei media, collaborazioni, interventi a conferenze o per segnalare casi di disinformazione da verificare, contattaci tramite il modulo del sito o l’indirizzo email indicato nella pagina Contatti. Se hai bisogno dell’autorizzazione per riutilizzare elementi grafici o traduzioni, collaboreremo volentieri per rendere la condivisione semplice e responsabile.
La nostra promessa
Non permetteremo al mondo di dimenticare ciò che è accaduto il 7 ottobre, né di minimizzarlo a qualcosa di meno grave della realtà. Non permetteremo che la cattura di ostaggi, gli stupri e i massacri di massa vengano ribattezzati «liberazione». Insisteremo sulla distinzione morale tra una democrazia che difende i propri cittadini e movimenti terroristici che perseguono scopi genocidi. E continueremo a parlare, con calma, determinazione e verità, perché il silenzio è proprio ciò su cui fa leva la propaganda.