Vedi alla voce: amore e A un cerbiatto somiglia il mio amore di David Grossman affrontano il trauma attraverso storie familiari, anziché con una sintesi storica. Il primo segue Momik, figlio di sopravvissuti alla Shoah, mentre cerca di capire la storia che circonda i genitori; il secondo segue Ora, una madre la cui paura per il figlio segna un viaggio attraverso Israele.
Momik e il passato taciuto della famiglia
La bibliografia dell’Istituto include Vedi alla voce: amore tra i romanzi di Grossman; il libro uscì per la prima volta in ebraico nel 1986. La vicenda comincia a Gerusalemme nel 1959. Momik ha nove anni e l’esperienza della Shoah vissuta dai genitori segna la sua infanzia, anche quando loro non gliela spiegano direttamente. La descrizione dell’editore lo presenta come determinato a comprendere la catastrofe e a proteggersi dall’immaginato ritorno della temuta «bestia»; leggi la presentazione del romanzo dell’editore.
Il romanzo si sviluppa in quattro parti, ciascuna con modalità narrative diverse. Al racconto dell’infanzia di Momik segue la storia del prozio Anshel Wasserman e una serie di tentativi sempre più immaginativi di avvicinarsi a ciò che il linguaggio comune non riesce a contenere. Questi passaggi rendono la forma parte del tema: le domande di un bambino si trasformano in un confronto con la memoria ereditata. Il libro non sostiene che la società israeliana tacesse uniformemente sui sopravvissuti; racconta una famiglia immaginaria e il tentativo di un bambino di capire.
Il viaggio di Ora in A un cerbiatto somiglia il mio amore
A un cerbiatto somiglia il mio amore uscì per la prima volta in ebraico nel 2008. La protagonista, Ora, lascia casa e cammina per la Galilea con Avram dopo che suo figlio Ofer parte per un’operazione militare. Crede che allontanarsi dalle notizie possa proteggerla dall’annuncio che teme: è una sua strategia e una speranza, non una garanzia concreta della sicurezza del figlio.
Il romanzo era già in lavorazione prima della sua pubblicazione. La trama immaginaria è incentrata su Ora, Avram e Ofer; non è la trascrizione della storia familiare di Grossman. La bibliografia dell’Istituto include l’edizione ebraica tra le opere di Grossman.
Le vite private custodiscono la storia pubblica
Entrambi i libri portano la violenza storica dentro i rapporti intimi. Momik cerca di dare un senso a ciò che ha segnato i genitori; la paura di Ora cambia il suo rapporto con il figlio e con Avram. Le trame di Grossman restano concentrate sul modo in cui le persone amano, ricordano e parlano quando gli eventi pubblici entrano in casa.
La biografia dell’autore riporta i riconoscimenti internazionali di Grossman, tra cui l’International Booker Prize del 2017, assegnato a Un cavallo entra in un bar nella traduzione di Jessica Cohen. Per gli altri autori di questa categoria, leggi Dalle storie dei pionieri alla narrativa ebraica moderna.