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Ebrei russofoni: ondata migratoria e impatto culturale

Gli attivisti ebrei nell’Unione Sovietica e una campagna internazionale di mobilitazione chiesero il diritto di emigrare. Quando le restrizioni all’uscita si allentarono, tra il 1989 e il 2009 quasi un milione di persone provenienti dall’ex Unione Sovietica immigrò in Israele.

Miriam Bernstein

Miriam Bernstein è lo pseudonimo della redazione Risorse di Hasbara. Ogni articolo è documentato e citato.

Il movimento per gli ebrei sovietici unì gli sforzi degli ebrei che chiedevano il permesso di lasciare l’URSS alla mobilitazione internazionale per il loro diritto a emigrare. Quando, alla fine degli anni Ottanta, le restrizioni sovietiche all’uscita si allentarono, l’immigrazione in Israele aumentò bruscamente: secondo l’Ufficio centrale di statistica israeliano, tra il 1989 e il 2009 arrivarono 996.059 immigrati dall’ex Unione Sovietica.

La migrazione pose subito questioni di alloggio, lavoro e lingua. Israele ricorse a un sostegno finanziario diretto e ad altri servizi di assorbimento, mentre gli immigrati crearono nuove istituzioni politiche e culturali. La cronologia del movimento e i dati sull’immigrazione spiegano sia le ragioni dell’ondata sia il modo in cui trasformò Israele.

I refusenik resero pubblica la causa dell’emigrazione

Dopo la vittoria israeliana nella Guerra dei Sei Giorni del 1967, un numero crescente di ebrei sovietici studiò testi ebraici, celebrò le festività ebraiche e presentò domanda per ottenere il permesso di emigrare in Israele. Coloro a cui veniva negato il permesso erano chiamati refusenik. Alcuni furono licenziati o perseguiti, anche se le conseguenze variarono da persona a persona.

Attivisti come Natan Sharansky divennero noti a livello internazionale, mentre organizzazioni all’estero mantennero viva la pressione pubblica. Fondato a New York nel 1964, lo Student Struggle for Soviet Jewry organizzò manifestazioni e fece pressioni sul Congresso. L’emendamento Jackson-Vanik del 1974 subordinò i vantaggi commerciali statunitensi alla libertà di emigrazione. Le tappe della campagna e il caso di Sharansky sono descritti nella storia del movimento per gli ebrei sovietici della Jewish Virtual Library e nel documento del Dipartimento di Stato statunitense su Sharansky.

Le vie d’uscita si aprirono alla fine degli anni Ottanta

Alla fine degli anni Ottanta, i cambiamenti nella politica sovietica consentirono a molti più ebrei di partire. Israele accolse 12.780 immigrati dall’URSS nel 1989 e 184.177 nel 1990. Il picco proseguì nel 1991, quando ne arrivarono altri 147.282. Si tratta dei dati annuali sull’immigrazione riportati nel rapporto del Centro di ricerca e informazione della Knesset, Metodi di assorbimento degli immigrati in Israele.

Il rapporto conta 996.059 immigrati dall’ex Unione Sovietica dal 1989 al 2009. Il dato riguarda l’immigrazione da quella regione, non soltanto le persone che si identificavano come ebree. In base alla Legge del Ritorno israeliana, il diritto all’immigrazione si estende, oltre agli ebrei, a determinati familiari; la legge e i criteri di idoneità sono illustrati nella spiegazione della Legge del Ritorno fornita dalla Knesset. Per le differenze nei criteri di idoneità, nello status religioso e nelle regole matrimoniali, si veda la Legge del Ritorno e i familiari non ebrei.

L’assorbimento trasformò la vita quotidiana e le istituzioni

L’arrivo di oltre 184.000 immigrati nel 1990 e di quasi 147.000 nel 1991 mise sotto forte pressione l’offerta di alloggi, i servizi per l’impiego e i corsi di ebraico. La tabella annuale del rapporto della Knesset documenta la portata del fenomeno: nel 1990 gli immigrati dall’ex Unione Sovietica furono 184.177 su un totale di 199.492 immigrati provenienti da ogni area.

L’integrazione si sviluppò nell’arco di anni: i nuovi arrivati trovarono lavoro in diversi settori e dovettero affrontare la difficoltà di trasferire le proprie qualifiche in un nuovo mercato del lavoro. La loro partecipazione politica, le istituzioni culturali e il contributo alla tecnologia meritano un esame più approfondito: politica, cultura e identità e lavoro nel settore high-tech.

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Fonti

  1. 1.https://jewishvirtuallibrary.org/jsource/History/Human_Rights/sjmove.html
  2. 2.https://history.state.gov/historicaldocuments/frus1981-88v04/d104
  3. 3.https://m.knesset.gov.il/EN/activity/mmm/me02775.pdf
  4. 4.https://main.knesset.gov.il/EN/News/PressReleases/Pages/press26820e.aspx