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Proporzionalità in guerra: applicazione degli standard giuridici a Israele

Il diritto vieta un attacco dal quale ci si attende un danno civile incidentale eccessivo rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto. Il criterio è prospettico, si applica a ogni attacco e opera insieme agli obblighi di verificare gli obiettivi e ridurre i rischi per i civili.

Miriam Bernstein

Miriam Bernstein è lo pseudonimo della redazione Risorse di Hasbara. Ogni articolo è documentato e citato.

Il diritto internazionale umanitario (DIU) vieta un attacco dal quale ci si attende la morte, il ferimento o il danneggiamento incidentale di civili in misura eccessiva rispetto al vantaggio militare concreto e diretto previsto. La regola valuta il danno previsto prima dell'attacco; il solo conteggio successivo delle vittime non dimostra né esclude una violazione. Si applica insieme agli obblighi distinti di distinguere gli obiettivi militari dai beni civili e di adottare precauzioni fattibili.

Il criterio giuridico riguarda il singolo attacco

L'articolo 51(5)(b) del Protocollo aggiuntivo I enuncia il divieto, e il Comitato internazionale della Croce Rossa lo individua come norma consuetudinaria nei conflitti armati internazionali e non internazionali. Il confronto riguarda il danno incidentale previsto e il vantaggio militare concreto e diretto atteso dall'attacco, come riassume il CICR nella Norma 14 del DIU consuetudinario. Obiettivi politici generali non possono sostituire un vantaggio militare individuato. Il diritto non prescrive una formula numerica né considera le vittime civili un rapporto autonomo.

La valutazione si basa sulle informazioni ragionevolmente disponibili a chi pianifica o decide l'attacco in quel momento. Le prove successive possono aiutare a stabilire che cosa fosse noto o ragionevolmente prevedibile, ma il senno di poi non sostituisce tale verifica. Né una stima errata rende automaticamente lecito un attacco: contano il danno previsto, il vantaggio atteso, la verifica dell'obiettivo e le precauzioni fattibili.

La proporzionalità opera insieme alle precauzioni

L'articolo 57 impone a chi pianifica o decide un attacco di fare tutto il possibile per verificare che l'obiettivo sia militare, scegliere mezzi e metodi che evitino o riducano al minimo i danni incidentali e astenersi da un attacco dal quale ci si attende un danno eccessivo. L'attacco deve essere annullato o sospeso se nuove informazioni modificano tale valutazione. Quando una scelta tra obiettivi offre un vantaggio simile, va selezionato quello che si prevede comporti il minor pericolo per i civili.

Questi obblighi sono rilevanti nei combattimenti urbani, dove Hamas e altri gruppi armati operano tra edifici civili. La loro condotta non può cancellare la protezione dei civili né attenuare gli obblighi di Israele. Per le norme distinte sui siti civili e sugli avvertimenti, consulta protezione dei civili nella selezione degli obiettivi in contesti urbani. Per i sistemi di verifica di Israele, consulta come Israele verifica le decisioni di selezione degli obiettivi.

Il numero delle vittime è una prova, non il criterio giuridico

Le morti e i danni osservati possono costituire prove pertinenti in un'indagine successiva, ma la proporzionalità chiede quale danno incidentale fosse previsto e quale vantaggio militare fosse atteso quando l'attacco è stato pianificato o deciso. Un bilancio elevato non dimostra di per sé l'eccessività, così come un bilancio basso non rende lecito un attacco che si prevedeva eccessivo o diretto contro civili. La questione giuridica resta il singolo attacco, il quadro informativo e le precauzioni adottate.

L'espressione «attacco nel suo insieme» non va usata per sommare attacchi distinti né per sostituire il vantaggio di un attacco specifico con gli obiettivi generali di una campagna. Il vantaggio pertinente deve essere collegato con precisione all'attacco oggetto di valutazione.

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Fonti

  1. 1.https://ihl-databases.icrc.org/en/ihl-treaties/api-1977/article-51
  2. 2.https://ihl-databases.icrc.org/en/ihl-treaties/api-1977/article-57
  3. 3.https://ihl-databases.icrc.org/en/customary-ihl/v1/rule14