Il settore cleantech israeliano affronta vincoli concreti: la disponibilità limitata di suolo e acqua, un sistema elettrico storicamente dipendente dai combustibili fossili e la necessità di garantire forniture affidabili mentre cresce la produzione solare. I suoi punti di forza comprendono la generazione solare, il trattamento e il riutilizzo dell’acqua, le tecnologie agricole e le aziende che sviluppano sistemi di accumulo, idrogeno e materiali a minore intensità di scarti. L’Israel Innovation Authority gestisce anche programmi che mettono in contatto startup israeliane e partner internazionali nel settore delle tecnologie climatiche; la descrizione del programma illustra questo ruolo. Per le recenti attività di pianificazione, l’annuario 2025 della Planning Administration registra approvazioni per progetti solari a doppio uso.
La quota di elettricità rinnovabile è misurabile. Il rapporto sullo stato del settore pubblicato nel 2024 dall’Israel Electricity Authority afferma che quell’anno le rinnovabili hanno fornito il 14,7% del consumo effettivo di elettricità, rispetto al 12,5% del 2023. L’obiettivo del governo è ricavare da fonti rinnovabili il 30% dell’elettricità generata entro il 2030. L’Authority distingue il consumo effettivo dalla generazione potenziale calcolata sulla capacità installata: quest’ultima era pari al 16,2% nel 2024, quindi capacità ed elettricità effettivamente fornita non sono indicatori intercambiabili. Il suo rapporto 2024 sullo stato delle energie rinnovabili riporta entrambi i dati.
Il solare cresce, ma deve fare i conti con i limiti della rete e del territorio
Il fotovoltaico è alla base della crescita delle rinnovabili in Israele. I progetti comprendono grandi impianti nel Negev, sistemi sui tetti e installazioni a doppio uso, con pannelli sopra terreni agricoli o in aree già destinate ad altri impieghi. Il rapporto nazionale sulla pianificazione registra l’approvazione nel 2025 di piani agrivoltaici per 3.000 dunam e descrive il doppio uso come un modo per mantenere l’attività agricola affiancandole la produzione elettrica. La produzione solare varia nel corso della giornata, perciò servono sistemi di accumulo e capacità di trasmissione, oltre all’installazione dei pannelli.
Le tecnologie idriche e industriali vanno oltre la produzione elettrica
Il cleantech comprende più delle fonti che alimentano la rete. Israele riutilizza per l’irrigazione le acque reflue municipali trattate, combinando infrastrutture di trattamento e agricoltura efficiente nell’uso dell’acqua. Le aziende lavorano anche su accumulo termico per il calore industriale, produzione di idrogeno, riciclo e cattura del carbonio. Queste tecnologie hanno livelli di maturità diversi: un processo di ricerca, un progetto pilota aziendale o un’iniziativa annunciata non equivalgono a una realizzazione comprovata su scala industriale.
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