L’antisemitismo è il pregiudizio o l’odio nei confronti degli ebrei. Si manifesta in affermazioni secondo cui gli ebrei sarebbero collettivamente pericolosi o sleali, in teorie del complotto sul potere ebraico e in azioni che escludono o aggrediscono gli ebrei perché sono ebrei. L’Olocausto ne è stata la più catastrofica espressione moderna: la Germania nazista e i suoi alleati assassinarono sei milioni di ebrei europei tra il 1933 e il 1945.
Questa pagina ripercorre la storia dalle idee antiebraiche dell’antichità e del Medioevo fino all’antisemitismo razziale moderno e all’Olocausto. Le pagine correlate spiegano come si manifesta l’antisemitismo nella vita quotidiana e nelle politiche pubbliche, come la negazione dell’Olocausto distorce i fatti e quando le espressioni contro Israele sfociano nell’antisemitismo.
Dal pregiudizio antico ai miti medievali
Il pregiudizio antiebraico precede la parola moderna. Lo United States Holocaust Memorial Museum fa risalire all’antichità e al cristianesimo delle origini le idee antiebraiche europee. Nel primo millennio dell’era cristiana, alcuni dirigenti ecclesiastici diffusero la colpa collettiva degli ebrei per la morte di Gesù e considerarono il rifiuto ebraico di convertirsi una prova di slealtà. Questi insegnamenti circolarono in società in cui gli ebrei erano una minoranza e contribuirono a fare della differenza religiosa un motivo di esclusione.
Una falsità particolarmente pericolosa fu l’accusa del sangue: la falsa accusa secondo cui gli ebrei avrebbero ucciso bambini cristiani per fini rituali. Il primo caso medievale europeo documentato citato dal Museum riguardava William di Norwich, nel 1144. Nel 1475, a Trento, alcuni ebrei furono torturati fino a confessare e giustiziati dopo che la morte di un bambino fu falsamente attribuita a loro. Accuse simili trasformarono le dicerie in violenza e furono riproposte nei secoli successivi. La ricostruzione storica del Museum sull’accusa del sangue documenta questi casi e le loro conseguenze.
Il pregiudizio moderno cambia vocabolario
Con la crescente secolarizzazione delle società europee, l’ostilità antiebraica non scomparve. I movimenti politici iniziarono sempre più spesso a presentare gli ebrei come una minaccia razziale o nazionale, anche quando le famiglie ebree vivevano in un paese da generazioni. La parola «antisemitismo» risale alla fine del XIX secolo; il pregiudizio che descrive è molto più antico. In tutte queste epoche ricorreva lo stesso meccanismo: attribuire agli ebrei una colpa collettiva per i problemi sociali invece di giudicare le persone come individui.
Nella Germania nazista, queste idee divennero politica di governo. Dopo che Adolf Hitler divenne cancelliere il 30 gennaio 1933, il regime organizzò un boicottaggio nazionale delle attività commerciali ebraiche il 1º aprile. Poco dopo, le leggi limitarono l’accesso degli studenti ebrei e l’attività dei professionisti ebrei. Le leggi di Norimberga del settembre 1935 privarono gli ebrei della cittadinanza e proibirono i matrimoni tra ebrei e persone classificate come di «sangue tedesco o affine». Le autorità naziste costrinsero poi i titolari ebrei di imprese a cedere proprietà e mezzi di sostentamento. Il resoconto del Museum sulla legislazione antiebraica prima della guerra mostra come la discriminazione fu incorporata nella legge e nell’amministrazione.
La persecuzione si intensifica fino allo sterminio di massa
Il 9 e 10 novembre 1938, i dirigenti nazisti coordinarono un pogrom nazionale noto come Kristallnacht. Furono incendiate più di 1.400 sinagoghe, migliaia di attività commerciali ebraiche furono vandalizzate e circa 26.000 uomini ebrei furono imprigionati nei campi di concentramento. Durante la Seconda guerra mondiale, la persecuzione del regime si intensificò ulteriormente e sfociò nello sterminio sistematico di massa. Tra il 1941 e il 1945, la Germania nazista e i suoi collaboratori uccisero gli ebrei con fucilazioni di massa, condizioni letali, camion a gas e centri di sterminio. L’introduzione all’Olocausto del Holocaust Memorial Museum descrive questo processo e attesta il bilancio di sei milioni di morti.
Conoscere questa storia aiuta a riconoscere l’antisemitismo quando le vecchie accuse riemergono in forme nuove: affermazioni di un controllo segreto ebraico, richieste che gli ebrei rispondano collettivamente delle azioni altrui o minacce contro istituzioni ebraiche. Consulta le pagine collegate sopra per esempi concreti, prove e risposte pratiche.