L'origine della notizia virale
Sulla scia dell'escalation militare nella regione, sui social network sono circolate insistenti notizie false secondo cui la Turchia avrebbe formalmente dichiarato guerra allo Stato di Israele, interrotto ogni relazione diplomatica e mobilitato una flotta navale per forzare la marittima Politica di sicurezza di Israele nella Striscia di Gaza. Molte di queste affermazioni si sono diffuse viralmente attraverso filmati ritoccati al computer, inclusi spezzoni di telegiornali modificati con scritte in sovrimpressione fasulle applicate su immagini di portaerei straniere e manovre navali del tutto estranee.
Stato delle relazioni diplomatiche: retorica e realtà giuridica
Nelle sue dichiarazioni pubbliche, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto spesso ricorso a toni belligeranti contro Israele. Nel novembre 2024, durante un'intervista rilasciata a bordo dell'aereo presidenziale ai giornalisti al ritorno dai vertici in Arabia Saudita e Azerbaigian, Erdogan ha sostenuto che il governo della Repubblica di Turchia avesse «chiuso i rapporti con Israele». Dichiarazioni analoghe erano state rilasciate in precedenza in merito ai legami commerciali, la cui sospensione era stata annunciata da Ankara nel maggio 2024.
Tuttavia, la diplomazia tra Stati segue protocolli formali ben codificati e non si fonda su dichiarazioni estemporanee alla stampa. La Turchia non ha mai notificato una formale comunicazione diplomatica (nota verbale) al governo israeliano o alla comunità internazionale per porre termine ai rapporti diplomatici. Come documentato da Reuters e dall'Institute for National Security Studies (INSS), le rappresentanze diplomatiche rimangono attive. Sebbene entrambi i Paesi abbiano richiamato i propri ambasciatori per consultazioni a seguito dello scoppio delle ostilità alla fine del 2023, sia l'ambasciata israeliana ad Ankara sia l'ambasciata turca a Tel Aviv restano funzionanti, guidate da incaricati d'affari.
Nessuna dichiarazione di guerra o scontro militare
L'affermazione secondo cui la Turchia avrebbe dichiarato guerra a Israele è del tutto priva di fondamento. Facendo parte dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO), un'eventuale dichiarazione formale di guerra costituirebbe per la Turchia un atto costituzionale straordinario, subordinato all'approvazione del parlamento e con conseguenze internazionali di eccezionale gravità. La Grande Assemblea Nazionale della Turchia non ha tenuto alcun dibattito in merito, non ha effettuato alcuna votazione né ha approvato risoluzioni che dichiarino lo stato di guerra contro Israele.
Anche se nel luglio 2024 il presidente Erdogan ha formulato minacce provocatorie — accennando, in un discorso al suo partito, all'eventualità che la Turchia potesse teoricamente «entrare in Israele» così come era intervenuta nei conflitti regionali in Libia e nel Nagorno-Karabakh —, gli analisti di politica estera e i resoconti di Reuters hanno inquadrato tali uscite come una manovra di retorica politica a uso interno, tesa a compattare l'elettorato islamista, piuttosto che come una direttiva operativa militare. Alle dichiarazioni non ha fatto seguito alcuna mobilitazione dell'esercito né alcuno spostamento di truppe turche.
Fantasiosi scenari di dispiegamento navale
Altrettanto infondata è la notizia secondo cui Ankara avrebbe mobilitato una task force navale per sfondare via mare la Politica di sicurezza di Israele a Gaza. I post diventati virali sui social network, secondo i quali navi da guerra turche sarebbero state in rotta per sfidare la marina israeliana, poggiano unicamente su contenuti multimediali manipolati ad arte. Un approfondimento dell'Associated Press ha confermato che i video spacciati per imbarcazioni militari turche in navigazione verso Gaza erano stati confezionati assemblando riprese non pertinenti di unità navali con banner informativi contraffatti.
Sia il ministero della Difesa nazionale turco sia le autorità alleate hanno confermato che a nessuna unità della flotta turca è stato impartito l'ordine di dirigersi verso le coste della Striscia di Gaza o di violare i pattugliamenti marittimi israeliani. Lungi dall'innescare uno scontro navale, le forze armate di Ankara hanno mantenuto i propri consueti schemi di schieramento sul mare, mentre tutti gli aiuti umanitari turchi inviati nell'area sono transitati attraverso i canali diplomatici e logistici autorizzati, passando per il porto egiziano di El-Arish secondo i protocolli prestabiliti.