Storico15 ottobre 2026

Verifica dei fatti: Approfondite prove archeologiche, storiche e genetiche dimostrano che il popolo ebraico ha avuto origine nella Terra d'Israele e ha mantenuto legami materiali, culturali e spirituali ininterrotti con questa terra per oltre tre millenni.

David Rosenfeld

David Rosenfeld è lo pseudonimo della redazione Fatti e miti di Hasbara. Ogni articolo è documentato e citato.

Fatto

Approfondite prove archeologiche, storiche e genetiche dimostrano che il popolo ebraico ha avuto origine nella Terra d'Israele e ha mantenuto legami materiali, culturali e spirituali ininterrotti con questa terra per oltre tre millenni.

Mito

Il popolo ebraico non possiede alcun legame ancestrale o storico con la Terra d'Israele, essendosi originato esclusivamente come gruppo di rifugiati europei giunti per spodestare la popolazione indigena.

Testimonianze archeologiche ed epigrafiche

La tesi secondo cui il popolo ebraico non avrebbe alcun legame ancestrale con la Terra d'Israele si scontra con uno sterminato patrimonio archeologico e documentale, universalmente riconosciuto, che copre più di tre millenni. La più antica iscrizione extrabiblica che menziona Israele è la Stele egizia di Merneptah, risalente all'incirca al 1207 a.C., che individua Israele come una comunità insediata negli altopiani centrali di Canaan. Gli scavi condotti a Gerusalemme, in Giudea e in Samaria hanno portato alla luce imponenti testimonianze degli antichi regni di Israele e di Giuda. Tra queste spicca la Stele di Tel Dan, risalente al IX secolo a.C., che conserva un'iscrizione aramaica recante il termine bytdwd («Casa di Davide»), a conferma diretta della dinastia giudaica biblica. Nella Città di Davide a Gerusalemme, gli archeologi hanno rinvenuto centinaia di impronte di sigilli d'argilla (bulle) con impressi nomi in paleo-ebraico identici a quelli registrati nelle cronache bibliche e classiche.

Continuità documentale e manoscritta

I manoscritti scoperti in tutto il deserto di Giudea attestano l'antichità della vita culturale e religiosa ebraica nella regione. I Manoscritti del Mar Morto, rinvenuti nelle grotte nei pressi di Qumran e databili tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C., costituiscono una fondamentale testimonianza documentale della vita comunitaria, religiosa e letteraria ebraica, redatta in ebraico e aramaico. Inoltre, le monete coniate durante le rivolte ebraiche contro l'Impero romano — la prima guerra giudaica (66–73 d.C.) e la rivolta di Bar Kokhba (132–136 d.C.) — recano iscrizioni in caratteri paleo-ebraici che proclamano la «Libertà di Sion» e «Per la redenzione di Gerusalemme». Questi reperti dimostrano in modo inequivocabile una radicata coscienza sovrana già molti secoli prima delle successive dominazioni bizantine, arabe, crociate e ottomane.

Evidenze genomiche delle origini levantine

La paleogenomica moderna e la genetica delle popolazioni hanno ampiamente smentito l'idea che le popolazioni ebraiche siano unicamente costituite da convertiti europei o da rifugiati europei privi di legami di discendenza con il Vicino Oriente. Rilevanti studi sottoposti a revisione paritaria e pubblicati sulle principali riviste scientifiche confermano che le comunità ebraiche contemporanee condividono una linea di discendenza ancestrale predominante radicata nell'antico Vicino Oriente:

  • Ascendenza mediorientale comune: Un fondamentale studio del 2010 pubblicato su Nature da Doron M. Behar e da un gruppo internazionale di genetisti ha dimostrato che le comunità ebraiche di tutto il mondo — compresi gli ebrei aschenaziti, sefarditi e mizrahi — formano un raggruppamento genetico compatto con radici nel Levante, evidenziando una continuità genetica con le popolazioni indigene del Vicino Oriente.
  • Genomi condivisi della diaspora: Una ricerca condotta da Gil Atzmon e pubblicata su The American Journal of Human Genetics ha stabilito che le principali popolazioni della diaspora ebraica condividono ampi segmenti cromosomici identici per discendenza, riconducibili a una comune popolazione ancestrale levantina antecedente alla loro dispersione.
  • DNA antico del Levante meridionale: Un esaustivo studio genomico del 2020 apparso su Cell, basato sull'analisi di reperti risalenti all'età del bronzo nel Levante, ha rivelato che le odierne popolazioni ebraiche e levantine traggono almeno metà del proprio patrimonio genetico dalle popolazioni che abitavano il Levante meridionale durante l'età del bronzo.

Presenza ininterrotta e pluralità demografica

La presenza ebraica sul territorio non è mai venuta meno in seguito alla distruzione del Secondo Tempio a opera dei Romani. Sebbene Roma abbia represso le ribellioni, esiliato gran parte della popolazione e rinominato la provincia Siria Palaestina con l'intento di reciderne l'identità ebraica, una comunità ebraica è rimasta costantemente radicata in Galilea e in città come Tiberiade, Safed e Gerusalemme durante i periodi bizantino, islamico e ottomano. Il Talmud di Gerusalemme fu redatto a Tiberiade nel IV secolo d.C. e Safed si affermò nel XVI secolo come uno dei massimi centri mondiali di mistica e studi ebraici.

Infine, definire la moderna popolazione ebraica di Israele come «esclusivamente europea» significa ignorare la maggioranza degli ebrei israeliani. Oltre la metà dei cittadini ebrei di Israele non trae le proprie origini dirette dall'Europa, bensì da antiche comunità del Medio Oriente e del Nord Africa — tra cui Iraq, Yemen, Egitto, Marocco, Siria e Iran — fuggite da persecuzioni, pogrom ed espulsioni di Stato a metà del Novecento per fare ritorno nella propria terra ancestrale.

Fonti

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    The genome-wide structure of the Jewish people - Naturehttps://www.nature.com/articles/nature09103
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    The Genomic History of the Bronze Age Southern Levant - PMChttps://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10212583/
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    Client Challengehttps://www.jstor.org/stable/27926300
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    loc.gov/exhibits/scrolls/intr.htmlhttps://www.loc.gov/exhibits/scrolls/intr.html