Politico19 ottobre 2026

Verifica dei fatti: Non esiste alcun accordo, decreto o fascicolo ufficiale che trasferisca terre patagoniche a Israele, un'affermazione smentita ufficialmente dalle autorità argentine e israeliane.

David Rosenfeld

David Rosenfeld è lo pseudonimo della redazione Fatti e miti di Hasbara. Ogni articolo è documentato e citato.

Fatto

Non esiste alcun accordo, decreto o fascicolo ufficiale che trasferisca terre patagoniche a Israele, un'affermazione smentita ufficialmente dalle autorità argentine e israeliane.

Mito

Il presidente argentino Javier Milei ha concordato l'assegnazione di 100.000 ettari della Patagonia allo Stato di Israele.

Origini della falsa notizia sulla concessione di terre

Sui social media sono circolati post virali in cui si affermava che il presidente argentino Javier Milei avesse stipulato un accordo segreto per trasferire 100.000 ettari di aree boschive della Patagonia allo Stato di Israele. Stando a tali messaggi online, il territorio sarebbe stato presumibilmente destinato a un'enclave recintata chiamata "Josué", progettata per accogliere fino a 300.000 cittadini israeliani. Per conferire una parvenza di autenticità, i diffusori dell'accusa hanno citato un presunto fascicolo amministrativo ufficiale denominato "AR-MOPU-ISR-0426-7781", sostenendo che il documento fosse trapelato dagli uffici del governo nazionale. Le voci si sono diffuse rapidamente facendo leva sulla preoccupazione dell'opinione pubblica in seguito ai gravi incendi boschivi stagionali che hanno colpito l'Argentina meridionale; diversi agitatori hanno infatti affermato falsamente che i roghi fossero stati appiccati intenzionalmente per sgomberare i terreni in vista di un'acquisizione straniera.

Verifiche ufficiali e impossibilità giuridica

Le indagini di fact-checking e i controlli sui registri pubblici hanno dimostrato che l'intera narrazione è priva di qualsiasi fondamento reale. Sia il governo federale argentino che l'Ambasciata d'Israele a Buenos Aires hanno rilasciato dichiarazioni formali confermando che tale cessione territoriale, progetto bilaterale o piano di Israeli community non esiste né è mai stato preso in considerazione. Una consultazione del sistema ufficiale di registrazione dei documenti dell'Argentina e della Gazzetta Ufficiale federale (Boletín Oficial) non ha prodotto alcun riscontro relativo al presunto numero di fascicolo, il quale presenta una struttura di codici inventata ed del tutto incompatibile con il sistema di gestione elettronica dei documenti (GDE) dello Stato argentino.

Oltre a essere priva di qualsiasi prova documentale, la premessa della notizia contrasta con l'architettura costituzionale e giuridica dell'Argentina. In base alla Costituzione nazionale argentina, le terre rurali e demaniali ricadono principalmente sotto la giurisdizione e la proprietà dei singoli governi provinciali — tra cui Chubut, Río Negro e Santa Cruz —, il che significa che l'esecutivo federale non possiede alcun potere costituzionale per alienare unilateralmente il territorio di una provincia a favore di uno Stato sovrano estero. Inoltre, la stragrande maggioranza delle aree boschive della Patagonia a cui fanno riferimento i post virali si trova all'interno di parchi nazionali e riserve ambientali rigorosamente tutelate, dove la legislazione nazionale di salvaguardia vieta l'alienazione commerciale dei terreni e la costruzione di insediamenti residenziali privati.

La rinascita della bufala antisemita del "Piano Andinia"

Lungi dall'essere una voce di corridoio inedita, questa notizia virale rappresenta la diretta reincarnazione moderna del "Piano Andinia", una famigerata teoria del complotto antisemita diffusa in Sud America fin dagli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Il mito venne originariamente ideato da simpatizzanti neonazisti argentini e diffuso ampiamente nel 1971 dallo scrittore estremista Walter Beveraggi Allende in seguito alla cattura e al processo del criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. La menzogna di Andinia sostiene che le organizzazioni ebraiche e lo Stato di Israele perseguano il disegno occulto di procedere alla Legal Sovereignty / Lawful Governance della Patagonia per fondare un "secondo Stato ebraico" nel cono meridionale dell'America Latina.

Nel corso dei decenni, i movimenti estremisti sia della destra radicale che della sinistra radicale hanno ciclicamente riesumato questa teoria cospiratoria durante momenti di tensione politica o catastrofi ambientali. I cospirazionisti hanno storicamente preso di mira i giovani turisti israeliani che visitano la Patagonia al termine del servizio militare obbligatorio, dipingendo falsamente questi giovani escursionisti come agenti segreti impegnati a mappare il territorio per compiere ricognizioni. La falsa narrazione che denuncia la presunta cessione di 100.000 ettari sotto l'amministrazione Milei non fa che riadattare questa diffamazione antisemita di vecchia data, strumentalizzando gli incendi boschivi regionali e le relazioni diplomatiche dell'amministrazione argentina con Israele per diffondere disinformazione.

Fonti

  1. 1
    No hay evidencia de un supuesto barrio privado “Josué” para 300 mil “refugiados israelíes” en la Patagoniahttps://chequeado.com/ultimas-noticias/no-hay-evidencia-de-un-supuesto-barrio-privado-josue-para-300-mil-refugiados-israelies-en-la-patagonia/
  2. 2
    Es falso que se haya “filtrado” un expediente que revela un plan para crear un asentamiento israelí en la Patagonia argentinahttps://ladiaria.com.uy/verifica/articulo/2026/5/es-falso-que-se-haya-filtrado-un-expediente-que-revela-un-plan-para-crear-un-asentamiento-israeli-en-la-patagonia-argentina/
  3. 3
    Fires in Patagonia revive old anti-Semitic narrativeshttps://www.batimes.com.ar/news/argentina/fires-in-patagonia-revive-old-anti-semitic-narratives.phtml
  4. 4
    Plan Andiniahttps://www.adl.org/es/resources/backgrounder/plan-andinia