Repubblica Islamica dell’Iran

Teheran minaccia la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz mentre il Regno Unito incrimina due persone per un piano di spionaggio contro una base aerea

Il 27 ottobre Teheran ha minacciato la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, mentre i procuratori britannici hanno incriminato due uomini con l'accusa di aver assistito l'apparato d'intelligence del regime in un piano di spionaggio mirato a una base aerea militare. Contemporaneamente, i delegati Houthi del regime hanno lanciato missili contro l'Arabia Saudita, spingendo il parlamento egiziano ad autorizzare dispiegamenti militari per proteggere il regno dagli attacchi sponsorizzati dall'Iran.

6 min di letturaHasbara

Il Regno Unito incrimina sospetti per un piano di spionaggio legato all'IRGC presso la base RAF Fairford

Il 27 ottobre i procuratori britannici hanno incriminato due uomini ai sensi del National Security Act a seguito di un'importante indagine antiterrorismo su operazioni di spionaggio dirette contro la base RAF Fairford nel Gloucestershire. L'installazione funge da fondamentale base avanzata europea per i bombardieri pesanti della U.S. Air Force impegnati in operazioni contro le infrastrutture militari del regime. La polizia antiterrorismo britannica ha confermato che il ventiquattrenne Mohmed Ahmad Abdulkarim, residente a Londra, è stato accusato di aver intrapreso una condotta intesa ad assistere materialmente un servizio d'intelligence straniero, identificato dalle autorità nell'apparato di intelligence del regime. Un secondo imputato, il ventiquattrenne con doppia cittadinanza britannica e iraniana Nouman Essghir, è stato accusato di essere entrato in un sito vietato per scopi pregiudizievoli per la sicurezza e gli interessi del Regno Unito.

I funzionari della sicurezza britannici hanno collegato l'incidente a un più ampio schema di operazioni clandestine coordinate dal Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC) per colpire infrastrutture di difesa occidentali critiche. Le accuse seguono l'arresto dei sospetti all'esterno della base aerea del Gloucestershire, dopo che segnalazioni locali avevano allertato le forze dell'ordine circa la presenza di veicoli sospetti in manovra vicino al perimetro. A seguito della violazione della sicurezza, il Pentagono ha temporaneamente ritirato circa una dozzina di bombardieri strategici B-1 da RAF Fairford riconducendoli negli Stati Uniti. Le autorità britanniche hanno sottolineato che le forze dell'ordine e le agenzie di intelligence rimangono vigili contro i tentativi di Teheran di reclutare reti criminali e operativi per condurre attività di ricognizione contro le forze alleate.

Coercizione marittima e minacce alla navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz

Il 27 ottobre Teheran ha intensificato la sua campagna di intimidazione marittima nel Golfo Persico, lanciando minacce esplicite contro il traffico marittimo commerciale internazionale in transito attraverso lo Stretto di Hormuz. L'ente marittimo del regime, la Persian Gulf Strait Authority (PGSA) — un organismo istituito da Teheran e soggetto a sanzioni statunitensi — ha emesso un avvertimento diretto al conglomerato marittimo sudcoreano Sinokor, dichiarando che azioni legali ed esecutive punitive sarebbero entrate in vigore contro tutte le navi della compagnia a partire dal 1° novembre. Il regime ha accusato Sinokor di aver ripetutamente violato normative di transito arbitrarie imposte da Teheran per stabilire un controllo de facto sulla strategica via d'acqua.

Sinokor gestisce vaste operazioni con navi cisterna spola che trasportano greggio dai produttori energetici del Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz verso navi posizionate nel Golfo di Oman. La PGSA del regime ha pubblicato una lista illecita di bersagli contenente oltre 120 navi mercantili etichettate come non conformi, trattando i vettori commerciali come bersagli legittimi per intercettazioni ostili, attacchi con droni e mine navali. Mentre Teheran ha rivendicato il dominio regolatorio totale sullo stretto, lo U.S. Central Command ha riaffermato la propria presenza difensiva, avendo assistito migliaia di navi mercantili che hanno navigato in sicurezza lungo il corridoio negli ultimi mesi. L'atteggiamento aggressivo di Teheran sottolinea il suo persistente ricorso all'estorsione marittima per destabilizzare i mercati energetici globali e contrastare il contenimento occidentale.

Le raffiche di missili houthi innescano l'autorizzazione difensiva egiziana per l'Arabia Saudita

L'aggressione per procura iraniana si è intensificata nella penisola arabica quando la milizia Houthi nello Yemen ha lanciato una serie di attacchi con missili e droni contro l'Arabia Saudita il 27 ottobre. Le forze di difesa aerea saudite hanno intercettato e distrutto con successo tre missili balistici diretti verso la Provincia Orientale del regno, oltre a sette droni armati puntati contro Riad e i territori meridionali. Le intercettazioni hanno evitato vittime, sebbene siano stati segnalati detriti nei pressi della capitale saudita in seguito al tentativo degli Houthi di colpire l'aeroporto civile e le infrastrutture logistiche per l'energia.

In risposta ai continui assalti per procura, il 27 ottobre il Parlamento egiziano ha votato a stragrande maggioranza a favore della concessione al presidente Abdel Fattah el-Sisi dell'autorizzazione costituzionale per dispiegare forze militari egiziane in Arabia Saudita. Il mandato legislativo consente dispiegamenti difensivi sul territorio saudita per rafforzare l'architettura di difesa regionale e proteggere le rotte marittime cruciali che attraversano il Mar Rosso e lo Stretto di Bab al-Mandeb. I funzionari houthi hanno reagito con furia: il membro del politburo Mohammed Ali al-Houthi ha condannato il voto parlamentare dell'Egitto come un'effettiva dichiarazione di guerra e una presa di posizione aggressiva contro la Repubblica Islamica. La mossa parlamentare riflette una crescente determinazione a livello regionale tra gli Stati partner arabi e musulmani a istituire meccanismi di difesa collettiva contro la destabilizzante rete di proxy di Teheran.

Manovre diplomatiche ad alto livello e richieste nucleari intransigenti

A Mosca, il presidente del regime Masoud Pezeshkian ha partecipato a colloqui diplomatici il 27 ottobre a margine del Forum dei paesi esportatori di gas, intrattenendo discussioni con il presidente russo Vladimir Putin e con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. Pezeshkian ha affermato che le nazioni mediorientali devono risolvere le questioni di sicurezza regionale senza il coinvolgimento occidentale o americano, facendo eco alla campagna strategica del regime volta a erodere l'influenza occidentale rafforzando al contempo il coordinamento politico ed energetico con Mosca.

I colloqui di Mosca sono seguiti a un vertice quadrilaterale d'emergenza ospitato a Teheran il 26 ottobre, durante il quale alti vertici della difesa e dell'intelligence di Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno fatto pressione sul regime per una de-escalation regionale. Nonostante le aperture diplomatiche, Teheran ha mostrato una totale intransigenza riguardo alle proprie attività nucleari, continuando l'arricchimento dell'uranio fino al 60% di purezza, in palese violazione degli impegni internazionali di non proliferazione. I funzionari del regime, tra cui il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Mohsen Rezaei, hanno ribadito che nessun materiale fissile arricchito sarà trasferito fuori dall'Iran e hanno richiesto la revoca incondizionata delle sanzioni economiche occidentali e dei blocchi navali prima di prendere in considerazione negoziati sul nucleare.

Oppressione interna ed esecuzioni sistematiche di dissidenti politici

All'interno dell'Iran, il regime ha proseguito la sua dura repressione interna per scoraggiare il dissenso civile e reprimere i disordini pubblici mediante il terrore giudiziario. I sostenitori internazionali dei diritti umani hanno evidenziato una crescente preoccupazione per l'esecuzione sistematica da parte del regime di prigionieri politici, attivisti e atleti di spicco. In seguito alla recente esecuzione del noto alpinista Ali-Sina Mostafavi con accuse fabbricate di collaborazione con i servizi di intelligence occidentali, i tribunali del regime hanno confermato le condanne capitali per almeno altri sei atleti di primo piano. Il sistematico accanimento contro figure celebrate illustra come il regime faccia affidamento su un'intimidazione draconiana per terrorizzare la popolazione iraniana ed eliminare possibili punti di riferimento e guide all'interno della società civile.

Fonti

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    ft.comhttps://www.ft.com/content/171ffdaa-e3e7-41b9-a4c6-09c9ace3f719
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    UK charges 2 men in suspected Iran-linked incident at RAF Fairford after US bombers pulledhttps://www.foxnews.com/world/uk-charges-2-men-suspected-iran-linked-incident-raf-fairford-us-bombers-pulled
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    2 Men Charged in UK Over Military Base Incident Allegedly Linked to Iranhttps://www.theepochtimes.com/world/2-men-charged-in-uk-over-military-base-incident-allegedly-linked-to-iran-6109373
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    Egyptian Parliament Authorizes Troops to Defend Saudi Arabiahttps://www.breitbart.com/middle-east/2026/10/27/egyptian-parliament-authorizes-troops-to-defend-saudi-arabia/
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    Egypt Authorizes Military Support for Saudi Arabia as Houthi Attacks Escalatehttps://www.theepochtimes.com/world/egypt-authorizes-military-support-for-saudi-arabia-as-houthi-attacks-escalate-6109250
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