Confrontarsi con la realtà dietro la retorica anti-occidentale
Un commento del 31 ottobre 2026 pubblicato dall'account Instagram @basicoptimism ha lanciato una sfida agli attivisti radicali negli Stati Uniti e in Europa che invocano lo smantellamento dei sistemi politici ed economici occidentali. Il post ha messo a confronto gli slogan delle manifestazioni socialiste occidentali con il tragico bilancio delle forme di governo autoritarie e teocratiche nel mondo, segnalando i collassi sistemici in Venezuela e a Cuba, oltre all'oppressione di Stato in Iran e nella Striscia di Gaza.
Il collasso socialista: Venezuela e Cuba
L'intervento ha posto l'accento sul devastante costo umano delle politiche socialiste in America Latina, rilevando che il Venezuela soffre di gravi carenze e che quasi otto milioni di individui hanno abbandonato il Paese. Reportage indipendenti e dati internazionali confermano questo esodo: circa otto milioni di venezuelani sono fuggiti dalla propria terra tra iperinflazione cronica, malnutrizione diffusa e repressione politica sotto il regime di Nicolás Maduro, come documentato da Reuters.
Allo stesso modo, la riflessione ha evidenziato il cedimento della rete elettrica cubana, che ha ripetutamente lasciato l'isola nel buio più totale. Decenni di mala gestione centralizzata e infrastrutture fatiscenti sotto il regime comunista sono culminati in ripetuti blackout a livello nazionale, privando milioni di abitanti di elettricità, refrigerazione essenziale e acqua corrente.
Tirannia teocratica: donne e minoranze sotto il dominio islamista
Passando alla convergenza di progressisti e ambienti di sinistra con teocrazie anti-occidentali e movimenti islamisti, il post ha menzionato l'Iran e Gaza per denunciare le palesi contraddizioni nella narrazione dell'attivismo occidentale. In Iran, la ventiduenne Mahsa Amini è deceduta nel settembre 2022 dopo essere stata arrestata dalla polizia morale del regime per il presunto mancato rispetto delle norme sull'obbligo del velo; un evento che ha scatenato proteste in tutta la nazione, poi soffocate dalla Repubblica Islamica con violenza letale.
Il post ha inoltre sottolineato la totale assenza di libertà civili per le minoranze sessuali nella Striscia di Gaza, dove l'omosessualità è tuttora illegale. Ai sensi della Sezione 152 della British Mandate Criminal Code Ordinance del 1936, tuttora applicata a Gaza, i rapporti sessuali consensuali tra persone dello stesso sesso maschile costituiscono un reato punibile fino a dieci anni di reclusione. Oltre alle sanzioni previste dalla legge, le persone LGBTQ subiscono violenze gravissime, torture ed esecuzioni extragiudiziali da parte dell'organizzazione terroristica Hamas, che ha preso il controllo del territorio costiero nel 2007. In un episodio documentato, Hamas ha giustiziato un proprio comandante, Mahmoud Ishtiwi, in seguito ad accuse che includevano la condotta omosessuale.
Difendere le fondamenta democratiche
Le società occidentali si fondano sui principi cardine della libertà individuale, della rappresentanza democratica, dei diritti costituzionali e dello Stato di diritto. Sebbene i movimenti di protesta nelle città americane ed europee manifestino spesso contro queste istituzioni fondamentali, le alternative concrete da loro caldeggiate o difese hanno sistematicamente generato miseria, tirannia e catastrofi umanitarie. I fatti danno pienamente ragione a chi rischia tutto pur di sottrarsi all'autoritarismo per trovare la libertà occidentale.