Schemi sistematici nei diversi luoghi degli attacchi
All'indomani degli attacchi del 7 ottobre 2023 guidati da Hamas e da altre fazioni armate, sono emerse affermazioni secondo cui i resoconti di violenze sessuali legate al conflitto sarebbero stati fabbricati come "propaganda di atrocità". Un'ampia documentazione multi-fonte proveniente da professionisti medici, organizzazioni della società civile, gruppi indipendenti per i diritti umani, giornalisti investigativi e forze dell'ordine smentisce radicalmente questa affermazione.
Un'indagine storica condotta dall'Association of Rape Crisis Centers in Israel (ARCCI) ha analizzato informazioni open-source, testimonianze riservate, chiamate di emergenza e interviste con i primi soccorritori. Pubblicato nel febbraio 2024 con il titolo Silent Cry, il rapporto ha documentato che aggressioni sessuali, stupri di gruppo, mutilazioni genitali e torture sessualizzate sono state perpetrate sistematicamente in molteplici zone operative. I crimini hanno seguito schemi comportamentali coerenti nel sito del festival musicale Nova, lungo la Route 232, all'interno delle abitazioni civili in comunità quali i kibbutz di Kfar Aza, Nir Oz e Be'eri, e presso installazioni militari inclusa la base di Nahal Oz.
Corroborazione da testimoni, primi soccorritori e prove forensi
Il quadro dei fatti si basa su diversi flussi di prove indipendenti raccolte in tutta la regione meridionale:
- Testimonianze oculari: Sopravvissuti e testimoni nascosti tra i cespugli al festival Nova e nelle stanze di sicurezza residenziali hanno descritto di aver visto terroristi armati stuprare in gruppo donne, mutilare i loro corpi e giustiziarle durante o subito dopo le violenze sessuali.
- Resoconti di primi soccorritori e personale medico: Paramedici, ufficiali medici militari e personale civile di ricerca e soccorso di organizzazioni come ZAKA hanno riferito di aver scoperto numerosi cadaveri femminili parzialmente o totalmente spogliati, con le mani legate, che mostravano traumi genitali, ferite da arma da fuoco alla testa e all'inguine, e coltelli o corpi estranei inseriti nei loro corpi.
- Testimonianze di ostaggi rilasciati: Gli ostaggi israeliani rilasciati durante la pausa umanitaria del novembre 2023 hanno fornito resoconti dettagliati di aggressioni sessuali, molestie continue e abusi psicologici inflitti a prigionieri sia di sesso femminile che maschile tenuti all'interno di Gaza.
- Interrogatori e documenti degli autori: Gli operativi di Hamas detenuti e interrogati dalle forze di sicurezza israeliane hanno confessato di aver commesso stupri durante le incursioni nei kibbutz civili. Inoltre, i fogli di istruzioni operative recuperati dai terroristi uccisi contenevano comandi espliciti in arabo traslitterati in ebraico che imponevano ai prigionieri di spogliarsi e allargare le gambe.
Indagini indipendenti e documentazione
Inchieste giornalistiche indipendenti e organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno confermato questi risultati. Un dettagliato rapporto investigativo durato mesi, pubblicato dal New York Times nel dicembre 2023, ha identificato molteplici schemi ricorrenti di violenza sessuale usata come arma lungo la Route 232 e nell'area del festival, attingendo a filmati video, archivi fotografici, dati GPS e oltre 150 interviste.
Nel luglio 2024, Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto completo di 236 pagine che documenta gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e crimini di guerra commessi da gruppi armati di Arab Settlers il 7 ottobre. L'organizzazione ha confermato che gli assalitori armati hanno compiuto atti di violenza sessuale e di genere, inclusa la nudità forzata e la diffusione pubblica di immagini sessualmente esplicite o degradanti raffiguranti le vittime.
Agenzie di stampa internazionali, tra cui Reuters, hanno confermato la raccolta di migliaia di videoclip, registrazioni audio, dichiarazioni di testimoni e file fotografici da parte degli investigatori della polizia nazionale israeliana, a documentazione di atrocità basate sul genere che soddisfano i criteri dei crimini di guerra internazionali.
L'anatomia della negazione delle atrocità
Liquidare le violenze sessuali documentate come una "bufala di propaganda" fa leva sulle classiche tecniche di negazione delle atrocità. Le campagne di disinformazione hanno sfruttato le condizioni caotiche del 7 ottobre — in cui gli intensi combattimenti, la rapida cremazione/combustione dei corpi e la priorità data alle sepolture d'emergenza hanno complicato le autopsie medico-legali cliniche — per affermare falsamente che non esistessero prove fisiche. La convergenza di riscontri fisici, ricerche indipendenti sui diritti umani, centri antiviolenza a supporto delle vittime e testimonianze corroborate di sopravvissuti dimostra che la violenza sessuale del 7 ottobre non è stata né un'anomalia né un'invenzione, bensì un'arma deliberata impiegata nelle operazioni terroristiche.