Devastazione nei villaggi più isolati
Le forze armate yemenite e gli osservatori locali per i diritti umani hanno riferito che il 1° e il 2 novembre 2026 le forze Houthi hanno sferrato un'ondata di attacchi con missili balistici e artiglieria contro aree residenziali in tutto il governatorato di Taiz, provocando distruzione su larga scala e decine di vittime tra i civili. Tra i luoghi maggiormente colpiti figura il remoto villaggio di Adoud, nel distretto di Sabir al-Mawadim, situato a circa 13 chilometri dalle prime linee dei combattimenti. Un operatore locale per i diritti umani ha riferito a Yemen Monitor che un missile balistico ha raso al suolo 13 abitazioni nel villaggio, un borgo rurale isolato raggiungibile solo attraverso mulattiere e del tutto privo di postazioni militari.
Missile sul mercato di al-Makh'af
L'escalation si è intensificata con un attacco missilistico balistico sul villaggio di al-Makh'af, nell'area di al-Aqrood del distretto di al-Misrakh, a sud della città di Taiz. Il centro per i media delle forze armate yemenite ha annunciato che l'attacco su al-Makh'af ha causato fino a 60 civili tra morti e feriti, molti dei quali bambini, facendo seguito a un precedente raid missilistico che aveva preso di mira il villaggio di al-Saleeha, nel sotto-distretto di Abdan, alla periferia orientale di Taiz. Fonti militari hanno riferito che il proiettile puntato contro al-Saleeha era stato lanciato dal distretto di Mawiyah, in concomitanza con scontri in cui le forze governative yemenite hanno respinto un assalto via terra a Habil al-Sarm.
Gli osservatori sul campo del Taiz Rights Center hanno accertato in modo indipendente il gravissimo bilancio umano dell'attacco ad al-Makh'af, documentando che il missile ha centrato in pieno un affollato mercato locale. Il centro ha confermato che sette civili, tra cui due bambini, sono morti sul colpo, mentre altri 19, compresi quattro bambini, hanno riportato ferite da schegge. Le testimonianze sul posto indicano che l'esplosione ha sventrato banchi commerciali e abitazioni vicine, riducendo l'area del mercato a un cumulo di macerie.
Bilancio documentato e tattiche indiscriminate
Secondo un dettagliato rapporto di monitoraggio relativo a 48 ore pubblicato dal Taiz Rights Center, tra il 1° e il 2 novembre il fuoco di artiglieria, le salve di missili, i tiratori scelti e le mine antiuomo degli Houthi hanno provocato la morte di 10 civili — tra cui tre bambini e due donne — e il ferimento di altri 28, compresi 10 minori e tre donne. Tra gli episodi documentati figurano i bombardamenti d'artiglieria contro isolati residenziali nel quartiere del Vecchio Aeroporto, nel distretto di al-Mudhaffar, costati la vita a una bambina di otto anni e alla madre, oltre al ferimento di altri quattro familiari e vicini di casa.
Tra gli altri attacchi registrati compaiono colpi di cecchino diretti contro minori ad al-Misrakh, che hanno ferito gravemente un bambino di due anni e uno di dieci, oltre all'esplosione di una mina nel distretto di al-Mawasit che ha dilaniato due giovani fratelli intenti a pascolare il bestiame. Gli osservatori per i diritti umani hanno ribadito che il lancio deliberato di proiettili d'artiglieria non guidati e pesanti missili balistici verso villaggi rurali popolati e mercati all'aperto costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e si configura come crimine di guerra, esigendo che si risponda davanti alla giustizia di questi attacchi sistematici contro la popolazione civile.